Se l'acqua esce debole dai rubinetti, nella grande maggioranza dei casi la causa è una di queste quattro: calcare che ostruisce filtri e rompigetto, riduttore di pressione starato o guasto, tubazioni vecchie incrostate, oppure una perdita nascosta. La buona notizia è che con due prove semplici, che ti spiego qui sotto, puoi capire da solo in quale caso ti trovi. In oltre 30 anni di interventi nelle case tra Vigasio, Villafranca e la bassa veronese ho visto tante "pressioni basse" risolte in dieci minuti, e alcune che nascondevano problemi seri. Vediamo come distinguerle.
Prima domanda: un solo rubinetto o tutta la casa?
È il primo controllo che faccio sempre al telefono, e restringe subito il campo.
- Solo un rubinetto (o solo la doccia): il problema è locale, quasi sempre calcare nel rompigetto, nel filtro del miscelatore o nel soffione. Si risolve con poco.
- Solo l'acqua calda esce debole: guarda alla caldaia o allo scaldabagno, dove il calcare si deposita più in fretta.
- Tutta la casa: la causa sta a monte. Riduttore di pressione, tubazione principale incrostata, perdita nascosta o pressione di acquedotto insufficiente.
Le cause più comuni (in ordine di frequenza)
1. Calcare nei rompigetto e nei filtri
L'acqua del veronese è dura: il calcare che vedi sui vetri della doccia si deposita anche dentro i rompigetto, i filtri dei miscelatori e i soffioni. È di gran lunga la causa numero uno che trovo. La prova è immediata: svita il rompigetto in punta al rubinetto e apri l'acqua. Se il getto torna pieno, hai trovato il colpevole. Una notte a bagno nell'anticalcare (o la sostituzione, costa pochi euro) e il problema è risolto, almeno finché il calcare non torna: con quest'acqua, torna.
2. Riduttore di pressione starato o guasto
Molte case hanno un riduttore di pressione dopo il contatore, che protegge l'impianto dalla pressione di rete. Con gli anni la membrana interna si usura o si incrosta: la pressione scende in tutta la casa, spesso in modo graduale, e nessuno capisce perché. A volte basta ritararlo, altre va sostituito: indicativamente 100–250 € montato, dipende dal modello e da quanto è accessibile.
3. Tubazioni vecchie incrostate
Nelle case costruite prima degli anni '80 (e nelle corti di campagna della nostra zona ce ne sono tante) le tubazioni zincate si incrostano dall'interno: dopo 40 anni un tubo da mezzo pollice può avere il passaggio ridotto a una matita. Il sintomo tipico: apri due rubinetti insieme e la pressione crolla. Qui non ci sono scorciatoie oneste: si sostituiscono i tratti compromessi. Il costo dipende da quanti metri e da quante tracce a muro servono, da qualche centinaio di euro per un tratto singolo a diverse migliaia per il rifacimento completo. Un sopralluogo serio te lo dice prima, per iscritto.
4. Una perdita nascosta
Se la pressione è calata all'improvviso, controlla il contatore: chiudi tutti i rubinetti e guarda se la lancetta gira lo stesso. Se gira, l'acqua sta uscendo da qualche parte, e oltre alla pressione bassa rischi danni a pavimenti e muri. In questo caso non aspettare: chiudi il rubinetto generale e chiama subito.
5. La pressione di acquedotto non basta
Capita agli ultimi piani, nelle zone collinari e in alcune frazioni servite da tratti di rete datati: la pressione che arriva dal contatore è semplicemente poca. Non è un guasto tuo, ma la soluzione sì: un piccolo sistema di pressurizzazione (autoclave) che porta la pressione dove serve. Installato, indicativamente 400–1.200 €: dipende dalla potenza, dal modello e da dove va collocato.
Consiglio pratico: prima di chiamare chiunque, fai queste due prove in quest'ordine: svita il rompigetto del rubinetto peggiore e riapri l'acqua; poi chiudi tutti i rubinetti e controlla se il contatore gira. In cinque minuti sai se ti serve un anticalcare da pochi euro o un idraulico. E quando chiami, poter dire "il contatore è fermo e senza rompigetto il getto è pieno" fa risparmiare tempo a te e a chi ti risponde.
Le soluzioni definitive, senza illusioni
Diffida di chi promette di "aumentare la pressione" senza aver capito la causa: non esiste una soluzione unica. Quella definitiva dipende dalla diagnosi. Pulizia dei filtri se è calcare locale; taratura o sostituzione del riduttore se il problema è a monte; sostituzione dei tratti incrostati se i tubi sono a fine vita; autoclave se l'acquedotto non ce la fa. E visto che nel veronese il calcare è la radice di metà di questi problemi, in alcune case vale la pena ragionare anche su un addolcitore: allunga la vita a tubi, caldaia e rubinetteria. Ne parlo in un articolo dedicato che trovi qui a fianco.
Quanto costa, in concreto? Te l'ho indicato caso per caso, e sono range onesti: il numero preciso dipende dal tuo impianto, e chi te lo spara al telefono senza aver visto nulla ti sta dando un prezzo civetta. Per questo il sopralluogo e il preventivo, da noi, sono gratuiti e senza impegno: prima guardo, poi ti dico la cifra per iscritto, e quella resta. Se l'acqua di casa tua esce a filo, raccontami il problema dalla pagina contatti o chiamami: al telefono rispondo io, non un centralino.